La storia

I Malabaila, nobile casata della città di Asti, sono presenti sin dal 1200 nel territorio di Canale, e il legame della famiglia con i vini del Roero è attestato in numerosi documenti conservati nell’archivio storico.

Il primo riferimento a un vigneto atto alla produzione di vino risale al 1362. L’archivio conserva nove lettere autografe in cui, a partire dal 1598, i Duchi di Savoia e il Principe di Piemonte richiedono i vini del conte Malabaila per farne uso a corte in occasione di grandi feste e del matrimonio dei propri figli.

A partire dal 1700, Luigi Gerolamo Malabaila, ambasciatore italiano alla corte austriaca, inizia a esportare i propri vini nelle maggiori capitali europee.

Oggi, la storia dei vini Malabaila continua a crescere generazione dopo generazione: Lucrezia Carrega Malabaila, diretta discendente, e Valerio Alfredo Falletti portano avanti quel progetto lungimirante, legato all’espressione della terra e alla qualità, in una collaborazione che unisce esperienza e nuove sensibilità, alla ricerca di vie inesplorate per raccontare la bellezza del Roero.

La filosofia

La nostra visione nasce dalla convinzione che ogni vigneto sia unico e debba esprimere la propria identità: “una vigna, un vino”.

La zonazione delle nostre colline è fondamentale: ogni parcella racconta una storia diversa, influenzata dal suolo, dall’esposizione e dalla pendenza.

Il rispetto per la tradizione, l’ambiente e la biodiversità sono al centro della nostra filosofia, per questo favoriamo interventi sempre più in sintonia con la natura, eliminando l’uso di diserbanti ed optando per una concimazione naturale nell’ottica di una crescente attenzione alla salute del suolo e della natura.

L'arte

L’arte è parte integrante della nostra identità. Vino e arte sono due mondi diversi, ma sono di ispirazione reciproca sin dall’antichità.

Dal 2021 ogni nostra bottiglia porta in etichetta un’opera originale di Lucrezia, responsabile commerciale e pittrice: ogni dipinto rappresenta un vino, ne descrive l’essenza, il carattere, la storia, attraverso un linguaggio visivo immediato e un po’ onirico.

La cantina

La cantina è progettata con ampi spazi di lavoro e con una struttura che poggia direttamente sul terreno su più lati, in modo da favorire una migliore stabilità dell’umidità interna. Inoltre una parte della cantina è parzialmente interrata e protetta dalla collina, soluzione che consente di mantenere temperature costanti durante tutto l’anno.

Sono state introdotte vasche moderne e nuove attrezzature enologiche, con l’obiettivo di affinare ulteriormente i processi di vinificazione.

La vicinanza ai vigneti, insieme al maggior controllo delle condizioni ambientali e agli investimenti tecnologici, permette di lavorare le uve in modo più preciso e di ottenere vini di qualità sempre più elevata.

La ristrutturazione è stata realizzata nel pieno rispetto della storicità del luogo. All’interno della cantina è infatti ancora presente una grotta ottocentesca scavata a mano nel tufo, che offre condizioni ideali per l’affinamento e la conservazione delle bottiglie.

Oggi la cantina utilizza acciaio, cemento e legni di diverse dimensioni, strumenti che permettono di gestire al meglio le diverse fasi della vinificazione e dell’affinamento.

Il territorio

La nostra tenuta si estende per circa 65 ettari, di cui 22 coltivati a vigneto. La restante parte del territorio è occupata da noccioleti e boschi di querce e castagni, che contribuiscono a mantenere un ecosistema equilibrato intorno ai vigneti.

Le colline intorno a Canale sono caratterizzate da suoli composti da sabbie marine, marne e argille risalenti al Pliocene, periodo in cui quest’area era coperta dal mare. Ancora oggi nel terreno si trovano fossili e sedimenti marini, tracce di questa antica origine.

Si tratta di un suolo soffice, permeabile e ricco di minerali, condizioni particolarmente favorevoli alla coltivazione della vite e alla produzione di vini che esprimono con precisione il carattere del territorio.